L'aumento dei prezzi delle materie prime continua a pesare sul settore delle costruzioni e delle infrastrutture pubbliche. Nonostante il rallentamento rispetto ai picchi registrati negli anni scorsi, molte opere pubbliche si trovano ancora a fare i conti con extracosti che rischiano di rallentare o compromettere l'avanzamento dei lavori. Per questo motivo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato il proprio sostegno alle stazioni appaltanti attraverso il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, destinato a compensare gli effetti del caro materiali.
Con il Decreto Direttoriale n. 54 del 30 aprile 2026, il MIT ha ammesso a finanziamento 860 richieste presentate da enti pubblici e soggetti attuatori per un valore complessivo di circa 695,9 milioni di euro. Si tratta delle domande riferite alla prima finestra temporale del 2025, relativa alle lavorazioni eseguite e contabilizzate tra il 1° gennaio e il 31 maggio dello scorso anno.
L'istruttoria ministeriale ha preso in esame 905 richieste di accesso al Fondo. Al termine delle verifiche, 860 istanze sono state considerate ammissibili, mentre le restanti sono state escluse per diverse motivazioni, tra cui il mancato rispetto delle scadenze, la presentazione di domande riferite a servizi e forniture anziché a lavori pubblici o la sovrapposizione con altri strumenti di compensazione già utilizzati. È importante sottolineare che l'ammissione al Fondo non equivale automaticamente all'erogazione del contributo. Le risorse saranno infatti liquidate successivamente, in base alla disponibilità degli stanziamenti presenti nel bilancio del Ministero e secondo l'ordine cronologico di presentazione delle richieste.
Dall'elenco degli interventi ammessi emerge una forte concentrazione delle risorse verso infrastrutture strategiche nazionali, opere ferroviarie, viarie, sanitarie e portuali. Tra i principali beneficiari figurano:
I contributi interesseranno inoltre numerosi enti locali, aziende sanitarie, università, gestori del servizio idrico e soggetti impegnati nella realizzazione di opere pubbliche distribuite sull'intero territorio nazionale.
Il Fondo è stato introdotto per consentire alle stazioni appaltanti di affrontare gli aumenti straordinari dei costi dei materiali da costruzione registrati negli ultimi anni. Possono accedere alle risorse gli appalti pubblici di lavori, gli accordi quadro, le concessioni e i contratti delle società appartenenti al gruppo Ferrovie dello Stato e ad Anas che rispettano i requisiti previsti dalla normativa vigente.
Le domande oggetto di questo provvedimento erano state presentate tra il 1° e il 31 luglio 2025, secondo le modalità stabilite dal DM 106/2025. Per le lavorazioni contabilizzate dal 1° giugno al 31 dicembre 2025 è prevista una seconda finestra di accesso, aperta tra il 1° e il 28 febbraio 2026.
La Legge di Bilancio ha rifinanziato il Fondo con una dotazione di 300 milioni di euro per il 2025 e ulteriori 100 milioni di euro per il 2026. Tuttavia, l'obiettivo del Governo è progressivamente superare gli strumenti emergenziali adottati durante la fase più critica del caro materiali. La direzione indicata è quella di una piena applicazione del nuovo sistema di revisione prezzi previsto dal Codice dei Contratti Pubblici, che dovrebbe garantire maggiore stabilità nella gestione delle variazioni dei costi e ridurre la necessità di ricorrere periodicamente a fondi straordinari.
Tra le novità più attese dal settore figura il nuovo prezzario nazionale delle opere pubbliche, che dovrà essere approvato con un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e previo parere della Conferenza Unificata.