Il Conto Termico 3.0 introduce un aggiornamento agli incentivi per interventi di piccola scala, con un forte orientamento verso l’elettrificazione dei consumi e la riqualificazione energetica delle abitazioni. Il decreto, pubblicato a settembre 2025, entrerà in vigore a fine anno, mentre le regole operative saranno definite successivamente dal GSE.
Questa evoluzione si inserisce in un quadro più ampio legato alle politiche europee sulle rinnovabili, in particolare alla direttiva RED III, che spinge verso sistemi di climatizzazione più sostenibili ed efficienti. Negli ultimi decenni, infatti, si è registrato un crescente interesse per le pompe di calore, dovuto sia alla necessità di ridurre le emissioni sia all’aumento dei costi dei combustibili fossili. L’innovazione tecnologica ha migliorato notevolmente le prestazioni di questi sistemi, rendendoli sempre più adatti anche agli edifici esistenti e non solo alle nuove costruzioni.
Il Conto Termico 3.0 si rivolge a privati, imprese e pubblica amministrazione, con fondi annuali rilevanti. In ambito residenziale, risulta particolarmente vantaggioso per la sostituzione di impianti obsoleti, anche mantenendo parte delle strutture esistenti, come i radiatori, se compatibili. Tra le principali novità, vengono ampliate le configurazioni installative delle pompe di calore:
I sistemi ibridi preassemblati integrano in un’unica soluzione una caldaia e una pompa di calore, progettate per lavorare in modo coordinato. La gestione è affidata a una regolazione centralizzata che seleziona automaticamente il generatore più efficiente in base alle condizioni climatiche e alle esigenze dell’edificio. Questa configurazione è particolarmente adatta quando si vogliono mantenere temperature di mandata medio-alte, garantendo al tempo stesso comfort e ottimizzazione dei consumi.
I sistemi bivalenti permettono di combinare una pompa di calore e una caldaia anche di produttori diversi, offrendo maggiore flessibilità progettuale. Il funzionamento si basa sulla definizione di un punto di equilibrio (bivalenza) oltre il quale entra in funzione la caldaia a supporto della pompa di calore. Questa soluzione è indicata in contesti dove è necessario adattare l’impianto a condizioni climatiche variabili o a edifici con caratteristiche eterogenee.
Le soluzioni add-on prevedono l’aggiunta di una pompa di calore a un impianto esistente dotato di caldaia, senza sostituirla completamente. Si tratta di un approccio graduale alla transizione energetica, ideale quando la caldaia è ancora efficiente o quando ci sono vincoli di spazio o budget. In questo modo è possibile ridurre i consumi di combustibile fossile fin da subito, mantenendo al contempo la sicurezza di un sistema già collaudato.
Un esempio pratico mostra come, anche in abitazioni già dotate di radiatori, sia possibile adottare una pompa di calore ottenendo risparmi significativi sui costi energetici, soprattutto rispetto a combustibili come il GPL. Dal punto di vista economico, il Conto Termico 3.0 consente di ridurre sensibilmente l’investimento iniziale e accorciare i tempi di ritorno rispetto ad altri incentivi. Le detrazioni fiscali restano vantaggiose sul lungo periodo, ma richiedono tempi più lunghi per il recupero. In sintesi, il nuovo meccanismo rafforza il ruolo delle pompe di calore come soluzione concreta per la casa, rendendo più accessibile la transizione energetica senza interventi troppo invasivi sugli impianti esistenti.