Quanto deve consumare una casa?
È una domanda importante. Ma forse non è più sufficiente. Perché un edificio può essere energeticamente efficiente e, allo stesso tempo, non offrire necessariamente il livello di comfort che chi lo abita si aspetta. Il tema dell'abitare sta infatti diventando più ampio: efficienza energetica, qualità dell'aria, temperatura, umidità, acustica e luce naturale sono tutti elementi che concorrono alla qualità percepita di uno spazio. È proprio questo approccio più ampio al comfort uno dei temi emersi nel dibattito edilizio del 2026.
Ridurre i consumi è fondamentale. Ma vivere bene in un edificio significa anche non avere stanze troppo calde o troppo fredde, non essere disturbati dai rumori provenienti dagli ambienti vicini, mantenere condizioni termoigrometriche adeguate e poter contare su una buona qualità dell'aria interna. Sono tutti aspetti che spesso diventano evidenti soltanto quando qualcosa non funziona e i problemi che si riscontrano più comunemente sono:
- Pavimenti freddi;
- Rumori di calpestio particolarmente percepibile;
- Temperatura difficile da regolare;
- Ambiente che tende a essere troppo umido.
Il comfort, in altre parole, è spesso invisibile fino al momento in cui viene a mancare.
Uno degli aspetti più interessanti della progettazione contemporanea è proprio questo: molte delle prestazioni che determinano la qualità di un edificio dipendono da elementi che rimangono nascosti. Strati isolanti, sottofondi, massetti, sistemi radianti e materiali utilizzati nelle diverse parti dell'involucro contribuiscono alla prestazione complessiva. Per questo non basta scegliere un singolo prodotto “performante”. Occorre capire come quel prodotto lavora insieme agli altri elementi. È un cambio di prospettiva importante: dall'oggetto al sistema.
Quando pensiamo al pavimento, normalmente vediamo soltanto la finitura. Ma sotto quella superficie esiste una stratigrafia che può comprendere solaio, sottofondo, isolamento, impianto radiante, massetto e rivestimento. Ogni strato svolge una funzione e può influenzare il comportamento degli altri. La UNI 11944:2024, oggi in vigore, considera proprio i criteri di progettazione, posa e verifica dei massetti e richiama anche le loro caratteristiche termiche e acustiche.
Il passo successivo dell'edilizia potrebbe quindi essere questo: smettere di considerare l'efficienza energetica come l'unico parametro per definire un edificio “performante”. Un edificio davvero evoluto dovrebbe essere efficiente, certo. Ma dovrebbe anche essere silenzioso, equilibrato dal punto di vista termoigrometrico, piacevole da vivere e progettato intorno alle esigenze delle persone. Perché la prestazione di un edificio non dovrebbe essere valutata soltanto da quanto consuma.
Dovrebbe essere valutata anche da come ci fa stare.